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26novembre2023

 Luca Contieri:


"LE ENERGIE INVISIBILI -  da Milano a Roma in cammino"

(Italia, 2017 - 58,00")

 

serata organizzata dall'Associazione MUSICA D'OGGI

in collaborazione con il Cineclub FEDIC Cagliari

Consiglierei a chiunque di vedere questo film, un documentario di 58 minuti che riesce a catturare sin dai primi minuti l'attenzione dello spettatore e a coinvolgerlo emotivamente man mano che il racconto di questa particolare esperienza si sviluppa. Non è da tutti riuscire in questo intento, soprattutto se si pensa che questo lavoro è il primo del giovane regista Luca Contieri il quale, dopo un percorso di studi universitari a Roma e Bologna nel settore del cinema e della moda, si è "fatto le ossa" nella realizzazione di video pubblicitari per conto di società milanesi, acquisendo esperienza e soprattutto sondando le proprie passioni e il modo di esprimerle cinematograficamente.

 

Perché vederlo? Innanzitutto poiché rappresenta un documento su una realtà poco conosciuta, quella dei pellegrini che da tutta l'Europa, e non solo, percorrono da tempo immemorabile sentieri che conducono verso luoghi di culto, ma mentre molti conoscono o hanno sicuramente sentito parlare del celebre cammino di Santiago di Compostela, lungo 800 km, che dai Pirenei si dipana sino alla località galiziana, nel caso de "Le energie invisibili" veniamo a conoscere il meno noto percorso dell'antica via Francigena, un cammino inaugurato nel medioevo dai pellegrini che da Canterbury volevano raggiungere Roma. E ciò che il regista ci permette di conoscere è che ancora oggi questa via è percorsa da pellegrini, religiosi e non, per i quali il percorrere a piedi l'Italia da Milano a Roma (circa 750 km), riveste significati profondi e non solo religiosi.

 

Luca Contieri, assieme al fotografo Mimmo Lanzafame, intraprendono anche loro questo percorso a piedi e il documentario ne è il resoconto filmato: in un'ora di film possiamo vedere i sentieri, i pellegrini che si incontrano lungo il cammino, i vari relais che punteggiano il percorso, le località, villaggi o città che si debbono attraversare. Assistiamo alle fatiche, ai momenti di riposo, abbiamo l'opportunità di ammirare paesaggi mozzafiato, ma soprattutto ascoltiamo le parole dei pellegrini che incredibilmente si incontrano lungo la via, personaggi affascinati da questa avventura e "affascinanti" loro stessi per le riflessioni che condividono con gli altri. La condivisione: dopo giorni e giorni di cammino, si tende a lasciare perdere le preoccupazioni personali e a vivere assieme alle persone che si incontrano i momenti della giornata.  Ed ecco che a poco a poco, ci rendiamo conto dell'unicità di questa esperienza della quale il regista ci suggerisce una sintesi: una prima fase dominata dal dolore e dalla fatica, superata la quale subentra il momento dei pensieri che turbinosamente occupano la mente del pellegrino che riflette su se stesso, per poi arrivare alla terza fase nella quale la mente in un certo senso si libera dei pensieri e si è pervasi da una sensazione di leggerezza man mano che la meta si avvicina.

 

Ma tutto ciò non basta a spiegare perché questo documentario merita di essere visto. In effetti ciò che ci viene mostrato non è un freddo resoconto filmato in stile giornalistico, non è il punto di vista di uno sguardo che assiste distaccato senza farsi coinvolgere da ciò che racconta: Luca Contieri percorre come tutti i pellegrini la via Francigena e ciò che filma è il suo punto di vista, per cui il film, a parte alcune informazioni qua è là offerte lungo il documentario, si costruisce attraverso il suo sguardo e il suo udito e, in particolare, prende forma attraverso le testimonianze delle persone che a lui si rivolgono e che rappresentano la realtà di questa esperienza.

 

Inevitabilmente, la costruzione pressoche totale del film in soggettiva, dona a noi spettatori l'opportunità di sposare il punto di vista del regista che regge la videcamera (tutti i personaggi del video si rivolgono a lui, guardano verso l'obiettivo della camera, ovvero "ci" guardano e "ci" parlano), e di conseguenza offre l'opportunità di fargli vivere in un certo senso questa esperienza e di poter percepire il documento filmato non solo come mero dato derivante dai racconto dei fatti colti nella loro successione, ma di condividere emotivamente, e in maniera coinvolgente, l'esperienza globale vissuta dai protagonisti, e di coglierne a fondo, nel tempo che scorre, gli sviluppi interiori, invisibili ma reali.

 

Come diceva la scrittrice austriaca Marie von Ebner-Eschenbach:

"Quel che ci incanta della bellezza visibile, è perennemente solo quella invisibile".

domenica, 26 novembre 2023

Pio Bruno

Presidente del Cineclub FEDIC Cagliari

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